Le Nuove Regole DMARC di Google e Yahoo

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Le Nuove Regole DMARC di Google e Yahoo

Maurizio Pacenza
Consulente SEO
(5/5)

La mia attività consiste nell’affiancare aziende e professionisti a ottimizzare i loro siti web per i motori di ricerca, con l’obiettivo di migliorarne la visibilità e il ranking su Google e altri motori di ricerca. Attraverso strategie SEO personalizzate, lavoro per aumentare il traffico organico ai siti web dei miei clienti, migliorandone le prestazioni online e contribuendo al loro successo nel mondo digitale.

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Nuove regole DMARC in arrivo da febbraio 2024

Nel febbraio 2024, Google e Yahoo implementeranno nuovi requisiti DMARC (Domain-based Message Authentication, Reporting, and Conformance) per i mittenti di email, mirando a rafforzare la sicurezza e l’autenticità delle comunicazioni email. Questi cambiamenti influenzeranno le organizzazioni che inviano più di 5.000 email al giorno, con l’obiettivo di ridurre lo spam e prevenire l’impersonificazione dei domini. Le nuove politiche sottolineano l’importanza dell’autenticazione delle email tramite protocolli SPF (Sender Policy Framework), DKIM (DomainKeys Identified Mail) e DMARC.

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Cos'è il DMARC

DMARC, che sta per Domain-based Message Authentication, Reporting, and Conformance, è uno standard di autenticazione email che aiuta a proteggere i domini email dall’uso non autorizzato, come il phishing e lo spoofing. È progettato per fornire ai proprietari dei domini la capacità di proteggere il loro dominio da abusi, migliorando la sicurezza dell’email.

Ecco come funziona DMARC in breve:

  • Autenticazione: DMARC si basa su due precedenti standard di autenticazione email, SPF (Sender Policy Framework) e DKIM (DomainKeys Identified Mail). SPF permette ai proprietari dei domini di specificare quali server possono inviare email per loro conto, mentre DKIM fornisce un metodo per validare che il contenuto di un messaggio non sia stato alterato durante il trasporto.
  • Politica: I proprietari dei domini possono pubblicare una politica DMARC nel DNS (Domain Name System) del loro dominio. Questa politica dice ai riceventi come gestire le email che non superano i controlli SPF e DKIM. Le politiche possono specificare che le email fallite siano rifiutate, messe in quarantena (come nello spam), o segnalate al mittente senza intraprendere azioni.
  • Reporting: DMARC fornisce anche un meccanismo di reporting che consente ai riceventi di inviare rapporti ai proprietari dei domini. Questi rapporti forniscono informazioni preziose su come le email che provengono dal loro dominio vengono gestite dagli ISP (Internet Service Providers) e se sono state autenticate correttamente.

L’implementazione di DMARC può aiutare significativamente a ridurre il rischio di abusi email, migliorando la consegna delle email legittime e fornendo agli amministratori dei sistemi una maggiore visibilità su eventuali problemi relativi all’invio di email dal loro dominio. DMARC è diventato uno strumento essenziale nella lotta contro il phishing e altre forme di abuso email, poiché permette un controllo più stretto sull’uso dei domini email e aiuta a instaurare fiducia nelle comunicazioni email.

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A chi saranno applicate le nuove regole DMARC?

Le nuove regole impattano chiunque invii oltre 5.000 messaggi al giorno ai fornitori di caselle di posta più grandi del mondo, come Google e Yahoo. Questo include le email inviate per conto della propria organizzazione da fornitori di servizi email di terze parti che utilizzano il tuo dominio email​​.

Perché Questo Cambiamento?

Google e Yahoo mirano a rendere l’email più sicura e protetta, impedendo lo spam e gli attori malintenzionati dal raggiungere le caselle di posta dei loro utenti. Implementare DMARC migliora anche il posizionamento in posta in arrivo, aiutando i provider di servizi Internet (ISP) a identificare i mittenti seri che seguono gli standard email stabiliti​​.

Requisiti Tecnici principali

Quelli elencati di seguito sono i principali Requisiti Tecnici da implementare:

  • Politica DMARC nel tuo DNS: Devi avere una politica DMARC nel tuo DNS. Anche una politica in modalità di monitoraggio (p=none) è sufficiente per iniziare, ma ciò rappresenta solo il primo passo per sfruttare pienamente il controllo di sicurezza​​.
  • Passare l’Allineamento DMARC: I tuoi messaggi devono passare l’allineamento DMARC, il che può avvenire in due modi: passando DKIM, usando lo stesso dominio dell’header From del messaggio, o passando SPF, usando lo stesso dominio dell’header From del messaggio​​.
  • Record PTR per gli indirizzi IP di invio: Se mantieni i tuoi server di posta, devi assicurarti che ogni indirizzo IP abbia un corrispondente record PTR nel tuo DNS​​.
  • Tassi di Reclamo per Spam: Gmail richiede di mantenere il tasso di reclami per spam al di sotto dello 0,3%. È fondamentale inviare messaggi solo ai destinatari che hanno optato per riceverli e onorare le loro richieste di disiscrizione entro due giorni​​.

Prepararsi al cambiamento

Verifica dello stato di autenticazione: Prima di tutto, verifica lo stato di autenticazione dei tuoi domini email utilizzando strumenti gratuiti online per controllare la conformità con DMARC, SPF e DKIM​​.

Implementa una politica DMARC: Se non hai ancora una politica DMARC, è il momento di crearne una e pubblicarla nel tuo DNS​​.

Monitoraggio DMARC: Inizia a monitorare l’utilizzo del tuo dominio email per identificare eventuali fonti di email non conformi​​.

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Nuove Regole DMARC: passo necessario

Le nuove regole DMARC di Google e Yahoo rappresentano un passo significativo verso una maggiore sicurezza delle email. Adattarsi a queste modifiche richiederà una comprensione chiara dei requisiti e un’azione proattiva per assicurarsi che le tue pratiche di invio di email siano conformi. Implementando DMARC, SPF e DKIM, le organizzazioni possono migliorare la loro reputazione di invio, ridurre il rischio di spam e proteggersi dall’impersonificazione del dominio.

Per una guida più dettagliata sulle specifiche tecniche e sui passaggi da seguire, si consiglia di consultare le risorse ufficiali di Google.

In qualità di Consulente Web, offro ai miei clienti un servizio dedicato per la verifica e l’ottimizzazione delle loro politiche DMARC, assicurando che le loro comunicazioni via email siano protette e conformi agli standard attuali, migliorando così la loro reputazione online e la sicurezza delle email.

 

 

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Piracy Shield: La Rivoluzione Anti-Pirateria nell’Era Digitale

Piracy Shield: La Rivoluzione Anti-Pirateria nell’Era Digitale

Piracy Shield: La Rivoluzione Anti-Pirateria nell’Era Digitale

Maurizio Pacenza
Consulente SEO
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Piracy Shield entra in funzione in Italia

Nell’epoca digitale, la pirateria online è diventata una delle sfide più significative per l’industria dell’intrattenimento, dello sport e della cultura. Con perdite economiche ingenti per i creatori di contenuti e per le aziende detentrici dei diritti, la necessità di una soluzione efficace è più pressante che mai.

Qui entra in gioco “Piracy Shield”, la piattaforma nazionale anti-pirateria che segna un punto di svolta nella lotta contro la diffusione illegale di contenuti in streaming. Scopriamo insieme come funziona e quali impatti ha sul panorama digitale italiano.

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Cos'è la Piattaforma Piracy Shield?

Piracy Shield è una piattaforma avanzata sviluppata per combattere la pirateria online, entrata ufficialmente in funzione in Italia. La sua nascita è frutto dell’attuazione della legge antipirateria n.93 del 2023, comunemente nota come “Legge anti-pezzotto”.

La piattaforma è un’iniziativa della Lega Serie A, resa disponibile agli operatori della rete e all’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), con l’obiettivo di bloccare la trasmissione di contenuti protetti da copyright diffusi senza autorizzazione.

Funzionamento di Piracy Shield

La piattaforma funziona attraverso un sistema automatizzato che permette ai titolari dei diritti, come DAZN, Sky, e Netflix, di segnalare rapidamente i siti che trasmettono contenuti illegali. Gli ISP (Internet Service Provider) sono tenuti a disattivare la risoluzione DNS dei siti segnalati entro 30 minuti, bloccando così l’accesso ai contenuti piratati.

Questo sistema garantisce un intervento tempestivo, fondamentale soprattutto per gli eventi live come partite di calcio o competizioni sportive, dove la rapidità di azione è cruciale per limitare le perdite economiche.

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La fase di test e l'operatività di Piracy Shield

Prima del suo lancio ufficiale, Piracy Shield è stata sottoposta a una fase di test durante la quale l’Aiip (Associazione Italiana Internet Provider) ha già dimostrato l’efficacia della piattaforma bloccando alcuni contenuti illegali.

Questa fase preliminare ha contribuito a ottimizzare il funzionamento della piattaforma, garantendo un’efficienza massima nel contrasto alla pirateria digitale.

Costi e implicazioni economiche di Piracy Shield

Nonostante l’efficacia di Piracy Shield nella lotta alla pirateria, sorgono interrogativi riguardo ai costi di gestione e manutenzione della piattaforma.

Sebbene sia stata “donata” dalla Lega Serie A all’AGCOM, i titolari dei diritti sono chiamati a contribuire economicamente per assicurare il funzionamento continuativo della piattaforma.

Questo aspetto solleva questioni sui possibili riflessi sui costi degli abbonamenti per gli utenti finali, in caso le spese aggiuntive venissero trasferite sui prezzi degli abbonamenti ai servizi di streaming.

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Piracy Shield: modello innovativo?

Piracy Shield rappresenta un passo importante nella lotta alla pirateria online, offrendo un’arma efficace per proteggere i contenuti digitali e sostenere il consumo legale di intrattenimento. Nonostante le sfide economiche e le questioni tecniche ancora aperte, la piattaforma si pone come un modello innovativo per il contrasto alla diffusione illegale di contenuti in streaming, con potenziali benefici per l’intero settore dell’intrattenimento digitale in Italia.

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