Quanto costa un sito web nel 2026: prezzi veri, voci nascoste e cosa non pagare

05/09/2026 | Siti web e WordPress, Da dove iniziare

Tre preventivi, tre cifre diverse: perché nessuno ti dà un prezzo solo

Chiedi tre preventivi per lo stesso sito e ricevi tre cifre che non hanno niente in comune: 600 euro, 3.800 euro, 12.000 euro. Tutti e tre i fornitori l'hanno chiamato “sito aziendale”, tutti e tre sembrano seri, e tu non hai modo di capire se il primo ti sta regalando qualcosa o se il terzo ti sta prendendo in giro. È la situazione in cui si trova la maggior parte degli imprenditori che mi contattano, e il motivo è semplice: “un sito” non è un prodotto, è un contenitore, e dentro ci può stare quasi niente oppure tre mesi di lavoro di quattro persone.

In questo articolo metto i numeri che uso io, quelli che vedo nel mercato italiano e, soprattutto, quello che c'è dentro ogni cifra. Perché il prezzo giusto non è il più basso né il più alto: è quello di cui sai esattamente cosa comprende.

Indice dei contenuti

Perché i preventivi vanno da 500 a 15.000 euro

Il prezzo di un sito è la somma di lavori diversi, fatti da persone diverse, e la variabilità dipende da quanti di quei lavori sono compresi e da chi li fa.

Il primo lavoro è la struttura: quante pagine, come sono organizzate, cosa deve fare il sito oltre a farsi guardare (un modulo di contatto, un catalogo, un'area riservata, un configuratore, un negozio). Il secondo sono i testi: chi li scrive, se vengono scritti per rispondere a quello che le persone cercano su Google o solo per riempire le pagine. Il terzo sono le immagini: foto vere dell'azienda o immagini di repertorio comprate a due euro. Il quarto è il lavoro tecnico che non si vede: velocità, funzionamento corretto da telefono, sicurezza, accessibilità, conformità privacy, la base SEO che permette a Google di leggere il sito. Il quinto è tutto ciò che viene dopo la consegna: hosting, aggiornamenti, backup, assistenza.

Un preventivo da 600 euro comprende, nella migliore delle ipotesi, il primo punto e una parte del quarto: un tema grafico adattato, le pagine create vuote o con i testi che manderai tu, il sito messo online. Un preventivo da 12.000 euro può comprendere tutto, con un'agenzia che fa una riunione di analisi, un copywriter, un fotografo e un SEO. In mezzo c'è il mercato reale, e in mezzo c'è quasi sempre la scelta giusta per una PMI.

Le fasce di prezzo realistiche in Italia nel 2026

Ti do le cifre che applico io per un sito WordPress professionale, con la premessa che vale per chiunque: si parte sempre dalla struttura che serve al cliente, e il prezzo finale si fissa dopo averla definita, non prima. Le metto accanto a quelle che trovo pubblicate da altri professionisti italiani, così hai un termine di confronto e non solo la mia parola.

Sito vetrina, da 2.500 euro. Cinque-otto pagine (home, chi siamo, servizi o prodotti, contatti, privacy), grafica professionale su tema adattato all'identità dell'azienda, testi ottimizzati per le ricerche principali, modulo di contatto, impostazione base per Google, funzionamento corretto da mobile. È il sito di un artigiano, di uno studio professionale, di una piccola attività che deve essere trovata e deve ispirare fiducia. Nel mercato la stessa tipologia viene proposta da 1.500 a 3.500 euro: sotto i 1.500 di solito manca il lavoro sui testi, sopra i 3.500 di solito c'è un progetto grafico su misura.

Sito aziendale, da 4.500 euro. Quindici-trenta pagine, architettura pensata per le ricerche (una pagina per ogni servizio o linea di prodotto, non una pagina “servizi” con tutto dentro), sezione news o blog, eventuale versione in una seconda lingua, moduli multipli, integrazione con strumenti esterni (newsletter, CRM, prenotazioni), analisi e Search Console configurati, struttura SEO impostata fin dall'inizio. È il sito di un'azienda che vuole che il sito lavori, non solo che esista. Le agenzie strutturate partono da 4.500-5.000 euro per questa tipologia e salgono rapidamente con le lingue e le integrazioni.

E-commerce, da 7.000 euro. WooCommerce configurato con catalogo, varianti, pagamenti, spedizioni, fatturazione, conformità fiscale italiana, schede prodotto scritte per posizionarsi, categorie strutturate, gestione degli stati ordine, formazione a chi lo gestirà. Il prezzo cresce con il numero di prodotti, con le integrazioni gestionali e con la logistica. Nel mercato trovi e-commerce “da 2.500 euro” (un negozio installato con il tema predefinito e i prodotti caricati dal cliente) e agenzie che partono da 6.500 per un WooCommerce e da 12.000 per soluzioni personalizzate. Se hai un ecommerce che non vende, ho spiegato altrove perché il problema è quasi sempre nella struttura, ed è esattamente la parte che nei preventivi bassi non c'è.

Un sito costruito da solo con Wix, Squarespace o simili costa tra 10 e 30 euro al mese, più il tuo tempo. Ne parlo più avanti, perché per certe situazioni è la scelta corretta.

I costi ricorrenti che nessuno mette nel preventivo

Il prezzo di realizzazione è la cifra grande, ma non è l'unica, e il fatto che i costi annuali non compaiano quasi mai nel preventivo iniziale è la prima fonte di discussioni dopo la consegna. Un sito ha spese fisse ogni anno, e conviene conoscerle prima di firmare.

Il dominio costa tra i 10 e i 30 euro l'anno per un .it o un .com. È l'unica voce che vale la pena tenere sempre intestata a te, e ci torno tra poco.

L'hosting, cioè lo spazio dove il sito risiede, costa da poche decine di euro l'anno per un piano condiviso economico fino a diverse centinaia per un servizio gestito con backup, sicurezza e assistenza. Io lavoro con un hosting gestito tra 150 e 250 euro l'anno, in base allo spazio e al fatto che il cliente voglia anche le caselle di posta aziendali sullo stesso servizio. Nel mercato, per un hosting professionale, la fascia va da 100 a 500 euro l'anno.

La manutenzione è la voce che più spesso manca del tutto. WordPress, il tema e i plugin ricevono aggiornamenti continui, e un sito non aggiornato è un sito che prima o poi viene violato. Il mio canone di riferimento è di 240 euro l'anno per quattro ore di lavoro, che coprono aggiornamenti, controlli e piccoli interventi; per siti complessi o e-commerce le ore salgono. Chi non ha un canone paga a chiamata, in genere a tariffa oraria, e finisce per pagare di più oppure per non fare niente fino al giorno in cui il sito si rompe.

Le licenze sono la voce che sorprende di più. Molti siti usano temi e plugin a pagamento (il costruttore di pagine, il modulo per le traduzioni, il sistema di prenotazione, il plugin SEO in versione completa) con licenze annuali che vanno da poche decine a qualche centinaio di euro ciascuna. Se l'agenzia le ha incluse nella propria licenza, il giorno in cui cambi fornitore le perdi. Chiedi sempre quali licenze usa il sito, a chi sono intestate e quanto costerebbero se dovessi rinnovarle tu.

Gli obblighi di legge hanno un costo anche loro: il gestore del consenso cookie, la privacy policy aggiornata, i termini di vendita per un e-commerce. Sono cifre modeste, di solito qualche decina di euro l'anno per gli strumenti più un'impostazione iniziale, ma vanno fatte bene, perché un banner configurato male non solo espone a sanzioni, ma falsa anche i dati di Analytics su cui poi prendi decisioni.

Sommando, un sito professionale ha un costo di gestione realistico tra 400 e 800 euro l'anno, tutto compreso, per una PMI. Chi ti dice zero non ti sta dicendo tutto.

quanto costa un sito web: preventivo con le voci di spesa di un sito professionale

Le voci nascoste che fanno saltare il budget dopo la firma

Queste sono le righe che nei preventivi compaiono in piccolo, o non compaiono, e che spiegano perché un sito da 2.000 euro finisce per costarne 3.500.

La prima è “testi a carico del cliente”. Sembra un risparmio e in realtà è il modo più comune per far fallire un progetto: il cliente non ha il tempo di scrivere, il sito resta fermo per mesi con le pagine vuote, e quando i testi arrivano sono scritti per l'azienda e non per chi cerca. Un sito senza testi scritti bene è un sito bello che non porta clienti. Se il preventivo non include la scrittura, chiedi quanto costa aggiungerla: è quasi sempre la spesa con il ritorno migliore.

La seconda sono le foto. Le immagini di repertorio si vedono da lontano, e per un'azienda che vende prodotti fisici o lavoro artigianale sono un danno. Un servizio fotografico di mezza giornata costa alcune centinaia di euro e va messo in conto fin dall'inizio.

La terza è la migrazione dal sito vecchio: i contenuti da spostare, gli indirizzi delle pagine da reindirizzare, i posizionamenti da non perdere. È lavoro tecnico che, se non viene fatto, produce esattamente il crollo di traffico che ho descritto nell'articolo sul restyling del sito. Nei preventivi economici non c'è, e non per malizia: chi fa siti a 600 euro spesso non sa che esiste.

La quarta è la seconda lingua. Tradurre non è duplicare: raddoppia i testi, richiede un plugin con licenza, e le pagine tradotte vanno impostate correttamente per Google. Il costo realistico di una versione in inglese è tra il 30 e il 50% del costo del sito.

La quinta è la formazione: chi aggiornerà il sito in azienda deve imparare a farlo, e un'ora o due di spiegazione valgono mesi di richieste di assistenza evitate. Chiedi se è compresa.

Freelance, agenzia, fai-da-te: quando ha senso ciascuno

Le tre strade non sono in concorrenza tra loro, perché servono a situazioni diverse, e l'errore più comune è sceglierne una per il prezzo invece che per la situazione.

Il fai-da-te con Wix, Squarespace o i costruttori degli hosting ha senso quando parti da zero, hai un budget che non arriva ai mille euro, hai tempo da dedicarci e il sito deve essere una presenza dignitosa, non uno strumento di acquisizione. Il limite non è la qualità grafica, che oggi è buona, ma il fatto che il sito resta legato a quella piattaforma, che il posizionamento su Google è più difficile e che il tempo che ci metti tu ha un costo che nessuno calcola. Sull'illusione del sito pronto in cinque minuti ho scritto una cosa apposta.

Il freelance ha senso per il sito vetrina e per il sito aziendale di dimensioni contenute, quando cerchi una persona con cui parlare direttamente, che conosca il tuo settore e che resti reperibile dopo la consegna. Il rischio è la competenza: un freelance grafico fa un bel sito che non si posiziona, un freelance sviluppatore fa un sito solido con testi da scrivere. Chiedi cosa non fa, e chi fa il resto.

L'agenzia ha senso quando il progetto è grande, coinvolge più competenze contemporaneamente (design su misura, fotografia, copywriting, sviluppo, campagne) e hai bisogno di un fornitore strutturato con più persone. Costa di più perché ci sono più persone, e ha senso pagarlo se quelle persone lavorano davvero sul tuo progetto: la domanda da fare è chi, concretamente, ci metterà le mani.

Io sto nella seconda categoria, con una specializzazione precisa: faccio siti WordPress partendo dalla SEO, cioè dalla struttura che serve per essere trovati, e lavoro soprattutto con aziende del Veneto che preferiscono un interlocutore unico. Lo dico perché è giusto che tu sappia da che punto di vista ti sto parlando.

Cosa non pagare

Alcune voci compaiono nei preventivi con regolarità e vanno contestate, non per il prezzo, ma perché non dovrebbero esserci.

Il “pacchetto SEO incluso” a 200 o 300 euro. La SEO vera è un lavoro continuativo che ha costi noti e non sta in una riga di preventivo. Quello che ti stanno vendendo è l'installazione di un plugin e la compilazione di qualche titolo. Va bene che ci sia, ma non chiamarla SEO e non pagarla come tale. Quello che invece deve esserci, incluso nel prezzo del sito, è la base tecnica: struttura delle pagine, titoli, velocità, sitemap, Search Console.

L'hosting “proprietario” dell'agenzia a canoni fuori mercato e senza accesso. Se l'unico modo per gestire il tuo sito è passare da loro, non hai comprato un sito: hai comprato un abbonamento. Sul tema di a chi appartiene davvero il sito ho scritto un articolo che vale la pena leggere prima di firmare qualunque cosa.

Il canone mensile senza contenuto. “Manutenzione e assistenza” a 50 euro al mese senza che sia scritto cosa comprende, quante ore, quali tempi di risposta. Un canone è giusto, e io stesso lo propongo; ma deve dire cosa c'è dentro.

Il dominio intestato al fornitore. Costa dieci euro, e se non è a nome tuo, il giorno in cui litighi con l'agenzia il tuo indirizzo web è suo.

Come leggere un preventivo in dieci minuti

Prima di confrontare le cifre, confronta il contenuto, altrimenti stai confrontando cose diverse. Un preventivo serio dice quante pagine sono comprese e cosa succede se ne servono di più; chi scrive i testi e chi fornisce le immagini; se il sito è responsive, veloce e impostato per Google, e cosa significa in concreto; quali plugin e temi a pagamento usa e a chi sono intestate le licenze; a chi sono intestati dominio e hosting e quanto costano ogni anno; cosa comprende la manutenzione e quanto costa un intervento fuori canone; quante revisioni della grafica sono incluse; in quanto tempo viene consegnato e cosa serve da parte tua, con quali scadenze.

Se un preventivo non risponde a queste domande, non è basso o alto: è incompleto, e il prezzo vero lo scoprirai dopo. Se vi risponde, puoi confrontarlo con gli altri e scegliere con cognizione, anche il più caro, anche il più economico.

Il sito costa quello che deve fare

La domanda “quanto costa un sito web” ha una risposta onesta, ed è “dipende da cosa deve fare”, ma non è una risposta evasiva se subito dopo arrivano i numeri. Un sito vetrina fatto bene costa qualche migliaio di euro, un sito aziendale che lavora costa il doppio, un e-commerce serio costa il triplo, e tutti hanno un costo annuale che va conosciuto prima. Sotto queste cifre esistono soluzioni oneste, ma comprendono meno, e va bene solo se sai cosa stai lasciando fuori.

Il vero costo di un sito, comunque, non è quello del preventivo. È quello dei clienti che non ti trovano perché il sito è stato fatto per costare poco invece che per funzionare. Quello non compare in nessuna riga, e lo paghi ogni mese per anni.

Hai un preventivo in mano e non sai se è giusto?

Mandamelo. Ti dico cosa comprende, cosa manca e se il prezzo è coerente con quello che c'è scritto. Non serve che il sito lo faccia io: serve che tu firmi sapendo cosa stai comprando.

Domande frequenti

Un sito web si paga una volta sola o ogni anno?

Tutte e due le cose. La realizzazione si paga una volta, ed è la cifra grande. Poi ogni anno ci sono dominio, hosting, manutenzione ed eventuali licenze di temi e plugin: per un sito professionale di una PMI conta realisticamente tra 400 e 800 euro l'anno, a seconda dell'hosting scelto e delle ore di manutenzione. Un preventivo che non indica i costi annuali va completato prima di firmarlo.

Quanto costa rifare un sito esistente?

Spesso quanto farlo nuovo, e a volte di più, perché al lavoro di realizzazione si aggiunge quello di migrazione: spostare i contenuti, reindirizzare i vecchi indirizzi, preservare i posizionamenti su Google. Chi propone un restyling a prezzo molto basso di solito non prevede questa parte, ed è il motivo per cui molti siti rifatti perdono traffico nei mesi successivi.

Posso fare il sito da solo con Wix o simili?

Sì, e per una presenza di base con budget minimo è una scelta sensata. I limiti sono tre: il sito resta legato alla piattaforma e non si può spostare, posizionarsi su Google per ricerche competitive è più difficile, e il tempo che ci dedichi ha un costo reale anche se non lo fatturi a nessuno. Se il sito deve portare clienti, e non solo esistere, di solito conviene un professionista.

Perché due preventivi per lo stesso sito hanno prezzi così diversi?

Perché non sono per lo stesso sito. Uno comprende i testi e l'altro no, uno prevede un progetto grafico su misura e l'altro adatta un tema, uno include la migrazione e la base SEO e l'altro consegna le pagine vuote. Prima di confrontare i prezzi va confrontato l'elenco di ciò che è compreso: nella maggior parte dei casi, la differenza di prezzo corrisponde a lavoro che c'è in uno e manca nell'altro.

Il prezzo del sito comprende la SEO?

Comprende, o dovrebbe comprendere, la base tecnica: una struttura di pagine sensata, titoli e descrizioni impostati, velocità, sitemap, collegamento a Search Console. Non comprende il posizionamento, che è un lavoro continuativo con costi propri. Diffida del “pacchetto SEO incluso” a poche centinaia di euro: è l'installazione di un plugin, non un'attività di posizionamento.

Cosa devo pretendere che sia intestato a me?

Il dominio, prima di tutto, e poi l'accesso amministrativo al sito e all'hosting. Se il fornitore usa licenze di temi e plugin a proprio nome, fatti dire quali sono e quanto costerebbero se dovessi rinnovarle tu. Un sito di cui non hai le chiavi non è tuo, qualunque cifra tu abbia pagato.

Metodologia e fonti

Questo articolo è stato scritto il 4 settembre 2026. I prezzi indicati come “miei” sono i prezzi di riferimento che applico per siti WordPress e vanno intesi come punto di partenza: il preventivo definitivo dipende sempre dalla struttura che il cliente richiede. Le fasce di mercato sono ricavate dai listini pubblicati da altri professionisti e aziende italiane del settore nel 2025-2026 e dai dati di SiteGround sui costi delle piattaforme e dell'hosting; sono indicazioni, non medie statistiche, perché in Italia non esiste una rilevazione ufficiale dei prezzi dei siti web. Le considerazioni su privacy e obblighi di legge sono divulgative e non costituiscono un parere legale.

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